Nella raccolta Maternalia, opera a due voci di Brunella Pelizza e Susanna Piano, che indaga il tema della maternità in tutto il suo farsi, dall’attesa al divenire madre, con incursioni nel passato e nel futuro, a prevalere è sempre la grazia della semplicità, dato che accomuna le due autrici, pur nel loro tangenziale e non sempre congruente accordo sul significato dell’essere madre. Versi e frammenti lirici non convenzionali, estranei alla tentazione della plenitudo, a dispetto degli agguati che la materia può tendere, che tratteggiano una ricerca sul senso più nascosto del farsi madre e – di conseguenza – sull’acquisita condizione materna, a cui fa riferimento il titolo, che si dipana senza mai ritenere «l’essere madre» un prerequisito, anzi ne tenta il più possibile un’oggettivazione. Le due voci si intrecciano, si sfiorano, si accordano e si distanziano, giungendo a conclusioni ed esiti diversi nella loro ricerca di senso, riuscendo tuttavia a non perdere mai l’aspirazione ad una (ardua) semplicità di parola, che le porta ad esplorare attraverso uno stile limpido e musicale, una condizione che alla fine appare tutt’altro che trasparente ed univoca.