Nel secondo libro del Secretum Petrarca s’intrattiene con Sant’Agostino, al quale più di una volta si era rivolto per conforto. Esaminano i sette peccati capitali e, in particolare, l’accidia, che è una delle espressioni della melanconia. Il poeta scrive il Secretum probabilmente nel 1347, nel periodo che trascorre tra Avignone e Valchiusa, dopo aver viaggiato molto e conosciuto gloria e onori. Cerca la solitudine, infastidito com’è dalla vita agiata e stanco delle proprie passioni. Vorrebbe dedicarsi anima e corpo agli studi e all’attività letteraria, ma è insidiato dall’accidia. È una malattia dell’animo, uno stato dal quale trae disperata voluttà, ma del quale si vergogna. Perché la sua non è la melanconia che presiede all’ozio creativo, ma una malattia che annienta i germi della virtù e soffoca il frutto dell’ingegno.