«Quella di Paganini è una poetica della realtà vissuta […]. Da una poesia all’altra, il discorso si confronta con geometrie che resistono, perché rimandano a un altrove che l’io non padroneggia, a un senso da scoprire e, soprattutto, a un incontro. È così condotta un’ostinata ricerca di Assoluto, di risposte a interrogativi essenziali che la poesia ha la facoltà – e, per Paganini, il dovere – di porsi. La tensione morale è anche, in momenti particolarmente felici, religiosa. L’io raccoglie circoscritte ma preziose gioie, intensamente poetiche, che segnano le tappe tematiche, ragionative e spirituali della raccolta» (Alberto Roncaccia).