Il libro raccoglie una serie di documenti d’archivio, per lo più inediti, scritti da Enrico Cuccia tra il 1932 e il 1997. Lo spartiacque – che divide le due sezioni del libro – è costituito dalla nascita di Mediobanca. Nella prima sezione, si scoprirà un Cuccia giovanissimo che segue a Londra il mercato dei cambi; che disquisisce sulla ristrutturazione dei debiti di guerra tedeschi; che esamina le irregolarità valutarie osservate in Etiopia; infine, che in piena guerra ragguaglia Mattioli circa la delicata situazione della Banca Ungaro-Italiana. Più densa la seconda sezione, quella dedicata ai cinquant’anni di Cuccia in Mediobanca: dal discorso pronunciato al Rotary di Firenze nel 1987, sulla genesi di Mediobanca, fino alla sua deposizione al processo per il crac Ferruzzi e ad un lungo studio sul sistema bancario italiano. Si tratta di materiali vari ed eterogenei, che consentono però di comprendere lo stile di lavoro del banchiere di via Filodrammatici (sempre proteso a difendere l’autonomia di Mediobanca); di constatarne alcuni giudizi severi su imprese e istituzioni; e di sentirne la costante insofferenza per i ben noti «lacci e lacciuoli», oltre che per il fatale debordare della politica nella finanza.