Alice Galimberti Schanzer nasce a Vienna il 18 novembre del 1873 da Luigi Schanzer, finanziere di fama internazionale, e Amalia Grunberg. Vive a Trieste, a Milano poi a Roma, dove frequenta le scuole superiori e l'università. A «La Sapienza» studia letteratura e segue i corsi di storia dell'arte di Adolfo Venturi. Conosciuto Tancredi Galimberti, allora ministro delle Poste del governo Zanardelli, considerato il «delfino di Giolitti», lo sposa nel 1902. L'anno successivo si trasferisce con lui a Cuneo, dove nascono i due figli, Carlo Enrico e Tancredi (Duccio), e dove prosegue la sua intensa attività letteraria e poetica. Pubblicata nel 1901 la prima raccolta di versi Motivi e Canti, lodati dal Carducci, approfondisce gli studi di letteratura inglese, in particolare la poesia di Swinburne, Watts-Dunton, Spencer, e nel 1919 ottiene l'incarico per l'insegnamento di lingua e filosofia inglese presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Messina. Oltre agli appassionati lavori sul Risorgimento e Giuseppe Mazzini, scrive sui Preraffaelliti e la famiglia Rossetti; mantiene rapporti epistolari con Adolfo Venturi, alla cui Storia dell'arte italiana dedica numerosi saggi, e pubblica articoli su artisti piemontesi - Bistolfi, Delleani, Grosso, Gaidano, Olivero - dei quali insieme al marito colleziona le opere. Della sua indefessa attività critica e letteraria e della fitta rete di relazioni con intellettuali italiani e stranieri resta testimonianza documentaria presso l'archivio Galimberti di Cuneo. Alice Schanzer muore inaspettatamente il 4 gennaio del 1936, dopo una malattia di pochi giorni; il suo importante lavoro su Edmund Spencer, l'Ariosto inglese, uscirà postumo nel 1938 a cura del figlio Duccio.