A metà anni Trenta, mentre esordiva come architetto, Carlo Mollino si cimentò con la narrativa pubblicando la biografia fittizia Vita di Oberon (1933) e il romanzo d’avventure L’amante del Duca (1934-1936), rimasti incompiuti. La presente raccolta, che include il Frammento dall’«Agonia degli Apollidi» (1932), Del drago da passeggio (1963) e la principale testimonianza a stampa degl’interessi occultistici dell’autore Nuova astrologia (uscita sotto pseudonimo nel ’49), scopre nelle prove letterarie di Mollino gli antefatti della sua attività a venire. Alla «ricerca di rapporti difficili e inevitabili» e pervaso dall’amore del Doppio, il non finito dell’antinarrativa molliniana denota lo stesso tipo di tensione che prende corpo nella linea a inflessione infinita dell’arabesco, tipica delle sue architetture. Recettiva a modelli ultimo grido (Cocteau, Realismo magico, Neofuturismo), come a quelli popolari (feuilleton esotici, Western) o irriducibili a schema (Savinio, Roussel), la scrittura di Mollino traduce il concetto conradiano del «frammento fatto regime», caro all’architetto letterato che nella Torino engagée di quel tempo sdegna militanze e affiliazioni, onorando – lui supremo bizzarro – il solo ideale dell’arbitrio creativo.