"I Gettoni", collana diretta da Elio Vittorini tra il 1951 e il 1958 per Einaudi, fu una delle esperienze editoriali più affascinanti e significative del Novecento. A metà strada tra le riviste «Il Politecnico» (1945-1947) e «il menabò» (1959-1967), ideata per dare voce e forza alla ricerca della giovane narrativa del secondo dopoguerra, mise in luce quarantun autori italiani (tra cui Franco Lucentini, Lalla Romano, Mario Tobino, Carlo Cassola, Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Mario Rigoni Stern, Leonardo Sciascia, Anna Maria Ortese, Manlio Cancogni, Francesco Leonetti, Ottiero Ottieri, Giuseppe Bonaviri, Giovanni Arpino, Tonino Guerra, Giovanni Testori) e otto stranieri (tra cui Marguerite Duras e Jorges Luis Borges), per complessivi cinquantotto titoli. Le vicende editoriali dei "Gettoni" vengono qui ricostruite attraverso i carteggi, in larga parte inediti, che precedono e seguono la pubblicazione dei libri degli scrittori italiani, attraverso i personalissimi risvolti di copertina di Vittorini e le testimonianze su di lui rese a posteriori dagli autori della collana. L'insieme dei testi, la cui dimensione polifonica restituisce l'immagine di un work in progress letterario e insieme civile, si legge anche come metaromanzo dell'industria editoriale, autobiografia collettiva e romanzo di formazione di una generazione di intellettuali, spaccato dell'Italia anni Cinquanta. La storia dei "Gettoni" di Elio Vittorini è l'omaggio unico, in quanto documento, a una figura di eccezionale spessore morale e politico, allo scrittore e all'organizzatore di cultura, al maestro e al maieuta, di cui nel 2008 ricorre il centenario della nascita.