L’incontro con le nuvole può trasformare la lama di un coltello nella leggerezza metafisica di uno spicchio di luna o nella dolcezza lievitata di un croissant: di questi opposti si sostanzia, tra visionarietà e concretezza, la nuova raccolta di aforismi di Mario Postizzi. «Ci sono parole che pulsano, fremono, spingono la mano / sul foglio per dare vita ad un pensiero; / ci sono parole che si infiammano, si gonfiano, / offendono o feriscono come un pugnale; / ci sono parole che desiderano rimanerti accanto»: è quanto si legge nella Nenia, uno dei testi che scandiscono la successione degli aforismi nelle quattro sezioni del libro, veri e propri “movimenti” dove alle variazioni dei contenuti si accompagna una trama sapiente di corrispondenze verbali e tematiche. Prenda le mosse il lettore da questi versi ed entrerà in possesso della chiave che gli impedirà di scivolare distratto sulle pagine: i testi di Postizzi si sporgono sull’orlo della battuta, ma uno scarto improvviso, un veloce rabbuiarsi costringe chi legge a tornare indietro, con il sospetto di essersi lasciato ingannare dalla spensieratezza di alcune riflessioni, dall’ironia di certi virtuosismi linguistici. Superati i «titoli di coda», dove «spunta / (si) spunta» l’ultimo aforisma, al lettore resterà un significativo bagaglio di parole: tra di esse troverà anche lui quelle da tenere accanto a sé, grato a chi, con brevi segni di inchiostro, lo ha accompagnato tra le ferite dell’esistenza con severità e leggerezza.
Anna Longoni