Le Memorie, cioè i diari di Ansaldo degli anni Venti integrati dalla sua corrispondenza con personalità del mondo politico e culturale del tempo, offrono una rappresentazione in presa diretta di un intero decennio visto attraverso la penna caustica e ironica, caricata di inchiostro all'acido prussico, di un osservatore incline allo scetticismo. Il dato psicologico e caratteriale di Ansaldo, quale emerge dai suoi diari, spiega la natura e i limiti del suo antifascismo (che, pure, gli costò il carcere e il confino) ma anche quelli della sua successiva adesione al fascismo e – perché no? – del suo innamoramento per De Gasperi nel quale finì di vedere una sorta di reincarnazione di Giolitti. Il conservatorismo di Ansaldo, venato dal disincanto e dal pessimismo di uno spirito volterriano, è la chiave di lettura della sua vita e dei suoi passaggi di campo.
F. Perfetti