Il discorso inaugurale dell'anno accademico, che Antonio Labriola pronunciò all'Università di Roma il 14 novembre 1896, fu giudicato da Benedetto Croce, che volle farsene pronto editore, «uno dei più elevati che si sieno mai sentiti nelle aule delle università italiane». A distanza di più di un secolo - qui riproposto in edizione critica a cura di Stefano Miccolis, uno dei massimi studiosi di Labriola - il discorso mantiene intatto tutto il suo valore civile, confermandosi una delle perorazioni più efficaci, così della libertà della ricerca («Lo stato, che definisce la scienza, è già una chiesa») come della imprescindibile serietà dello studio («La scienza è lavoro, e il lavoro non è improvvisazione»).