Il libro ha una compattezza che supera le evidenti diacronie (dichiarate e non) e la varietà di respiro più che di tono o di stile. Che la misura sia lunga e narrativa o breve e di fulminea rasoiata non si percepiscono smagliature o cadute. E anche quando la memoria un po’ tergiversa e il poeta lascia spazio al cronista o al viaggiatore curioso, ci sono le sferzate del cuore, le redini improvvisamente tese del rovello interiore che impediscono la discesa nel diaristico.