Un quaderno elegante, dove era stampato un modulo, un’indagine sui caratteri e le inclinazioni psicologiche. Un lessico famigliare, diffuso nei salotti della buona borghesia cittadina, che aveva larga circolazione sul finire del XIX secolo. Fra il 1906 e il 1907 “la turba goriziana”, così amava definirla il giovane studente universitario Carlo Michelstaedter, si lasciò trascinare da un gioco, che esigeva immediatezza e spontaneità. L’autore della Persuasione prese sul serio l’iniziativa, ma non immaginava che su quelle stesse domande si fosse fermato intorno al 1885 l’adolescente Marcel Proust, compilando il questionario che ancora oggi porta il suo nome. Lo sottopose al futuro autore della Recherche una ragazzina che giocava con lui agli Champs Elysées, Antoinette Faure, figlia del deputato Felix Faure, che più tardi sarebbe diventato Presidente della Repubblica. L’originale era in lingua inglese. Forse Marcel aveva imparato dalla madre quel poco d’inglese necessario a capire il senso delle domande o forse Antoinette gliele tradusse. A Carlo Michelstaedter arrivò una versione lievemente adattata al pubblico italiano, ma nella cerchia dei suoi famigliari vi fu chi, come Umberto Cassuto, il grande ebraista, preferì rispondere nella lingua dei Padri. Attraverso la trascrizione fedele di tali documenti e la loro interpretazione critica, i curatori accompagnano il lettore a delineare interessanti reti di rapporti e a far emergere dati ed eventi che allargano scenari e danno nuovi strumenti per comprendere meglio alcuni grandi intellettuali del Novecento.