Alla radice dell’allegoria e, per un aspetto essenziale, anche del simbolo, questo libro individua due specifiche espressioni metafisiche, fondate perciò sull’idea di un dislivello ontologico, e quindi di una relazione all’interno della quale l’elemento superiore implica e risolve in sé l’inferiore senza riuscire né a implicarlo né a risolverlo sul serio. In questo senso, al di là delle definizioni estrinseche e approssimative che spesso ne ritraggono il concetto, allegoria e simbolo appaiono, in questo libro, come figure metafisiche della scissione e della differenza irrisolta. Di qui, attraverso le molteplici analisi di cui è ricco, le aperture che esso propone verso i temi dell’arte e dell’etica, studiati in pagine veloci, ma ricche di varia suggestione speculativa. E di qui anche l’attenzione data, non soltanto a testi molteplici della tradizione occidentale antica, medievale e moderna, ma anche alle voci più significative del pensiero moderno e contemporaneo, da Lutero a Marx, da Vico, Kant e Hegel a Whitehead, Cassirer, Heidegger, Benjamin, Freud. Un libro singolare; che è come se ne contenesse in sé altri possibili e dal quale il lettore è di continuo sollecitato a percorrere sentieri diversi e, talvolta, inconsueti.