Nerio Nesi è l’ultimo rappresentante di un socialismo attivo e militante, appassionato e lucido, coraggioso e attento, talvolta spavaldo e aggressivo e altre prudente e astuto, ma “ultimo”. Grand commis dello Stato, manager e finanziere, e poi massimo banchiere italiano, politico (fino alla carica di Ministro) e uomo di partito nel PSI, dal 1960 al 1992, e poi di nuovo dal 2005: la sua storia e le sue imprese colpiscono specialmente per essere state compiute in un ambiente a dir poco difficile, e molto sovente ostile. Basta considerare che per ragioni analoghe ma contrarie Nesi è stato altrettanto centrale nella storia del sistema bancario italiano di quanto lo fu Enrico Cuccia. In altri termini, quello che abbiamo sotto mano più che il libro di un testimone del suo tempo è “quasi” una autobiografia di uno degli attori che lo hanno animato.