All’insegna di una coerente circolarità programmatica, Angiuli torna al clima tematico e problematico dei suoi inizi, sbandierando ancora una volta gli emblemi di una consapevolezza identitaria che aspira a simboleggiare ogni realtà mortificata dalla Storia. Il Sud e i Sud diventano, pertanto, luoghi metaforici di un immaginario voglioso di riscatto e alternativo alle decadenze di un presente incapace di sostenere le sfide che il poeta pure evidenzia attraverso l’odore linguistico della sua scrittura, impregnata di corposa oralità e motivata più dalle ragioni di un ethos antropologico che da volontà letteraria. «La sua poesia va letta, perciò, come una forma di resistenza, combattuta su due piani: quello tematico e quello linguistico»: suggerisce Giuseppe Langella nella sua illuminante postfazione.