Testi teatrali dispersi, sfuggiti alla prima raccolta (Tragedie da leggere), ma non per questo meno importanti, meno fondamentali nel teatro manganelliano. Teatro essenzialmente ‘di parola’, teatro da ‘camera’ il teatro di Manganelli si presta più a essere ‘letto’ che a essere rappresentato. Spessissimo con due soli personaggi, privo di azione che non sia linguistica, è comunque un teatro totalmente fuori dagli schemi nonché estremamente moderno. Come sempre il visionario Manganelli è tre passi avanti ai tempi e, a volte, anche a se stesso. Risponde perfettamente all’idea di teatro sostenuta dal Manga: «Una sala vuota, con porte e finestre inchiodate, possibilmente senza attori, ma sicuramente senza pubblico». Questi nuovi testi, molti dei quali totalmente inediti, ci presentano estenuanti dialoghi fra A e B, dialoghi in cui ipotesi e indizi si intersecano, si incrociano, si affermano e si negano. Il testo contiene anche due prime stesure, per la gioia di chi afferma che Manganelli scrivesse sempre lo stesso libro, girandoci attorno. L’intervista per un quotidiano sportivo si trasformerà poi, per vie contorte e misteriose nell’Intervista a Dio, mentre La discrezione dell’omicidio, scritta a quattro mani con Augusto Frassineti, darà vita al fantascientifico Teo o l’acceleratore della storia. Un raro e imperdibile «dietro le quinte» del teatro manganelliano.