Integrato da 40 immagini, questo racconto critico invoglia a leggere o rileggere la singolarissima figura di Carlo Mollino (1905-1973) oltre i termini della professione di architetto e designer per la quale gode di fama mondiale. La scommessa è quella di provare ad avvicinare il maestro torinese attraverso le sue scritture e le sue letture, partendo dalle prove narrative incompiute composte in gioventù e guardando la sua personalità fuoriserie e l’insieme della sua opera ‘dalla biblioteca’. Racconti, saggi, disegni, progetti, fotografie e architetture fan tutti parte – a egual diritto – di quel totalizzante «pensare con la carta» che muove in Mollino una creatività nella quale (come indicò Carlo Levi nel primo testo critico dedicato all’architetto, 1938) l’insolubile intreccio di ispirazione letteraria e arbitrio inventivo rappresenta una distintiva nota di stile. E se, come han detto, il personaggio-Mollino resta insondabile, battere il fuoripista del Mollino letterato potrebbe non essere vano e magari, anzi, proprio grazie allo scarto inatteso, far luce su qualche aspetto in ombra della complessa opera di uno che ha raccomandato e praticato per quarant’anni lo «slittamento nell’inutile».