Dopo secoli di umiliazioni e di silenzi, gli esseri della notte, della terra e del sangue leggono nel cielo il segno della loro imminente riscossa. Stanco degli uomini, Nostro Signore ha premiato la paziente attesa, il lungo carcere dei vampiri, la composta devozione del conte Dracula. Esplode la grande battaglia per la conquista del mondo: la terra comincia a lottare contro il cemento, la natura contro la città, le schiere dei vampiri contro lo sbandato esercito degli uomini. E gli uomini soccombono rapidamente: al consigliere Moriqì, che cerca l’ultima disperata difesa della città in sfacelo, della luce delle lampade contro il buio della notte, non rimane, per continuare a sperare, che l’aiuto degli artisti, dei creatori di immagini e di illusioni: il Grande Poeta e Faraqàt, il giocoliere del teatro delle ombre. La notte suprema della Città si popola allora di lotte e di visioni, di dialoghi celesti e di messi diabolici, di tradimenti e di speranze, di Santi e di Demoni: la guerra tra uomini e vampiri è giunta al suo momento decisivo, e ha per sfondo proprio la capitale subalpina, una Torino rivisitata alla luce delle esperienze adolescenziali dell’autore. Questa prova narrativa, Ultima notte, è il risultato di lunghe prove e di riflessioni protrattesi per un decennio, e cattura per la sua straordinaria efficacia drammatica e stilistica, in cui si fondono con divertissement e fantasia la letteratura, le scienze e le arti, attraversate da un genio insaziabile, onnivoro e curioso, assolutamente raro nel panorama della nostra cultura, come Furio Jesi, lo straordinario studioso del mito e della letteratura, l’antropologo e il germanista tanto apprezzato e prematuramente scomparso. Questa ri-edizione del lavoro che lo studioso torinese era solito definire come il suo «romanzo vampirico» e che fu apprezzato anche da Italo Calvino è arricchita, in Appendice, di una serie di inediti, costituiti da materiali preparatori e da suggestive varianti.