La poesia di Valentina Colonna è un fiore di musica e di solitudine. La natura profonda della sua voce sale da due esperienze vaste che attraversano tutto il suo vissuto: una è la musica di cui lei è interprete e studiosa, l’altra è una radicale solitudine esistenziale, quella che i poeti devono conoscere per poter dare fiori per tutti. (…) Credo che Valentina Colonna sia una innamorata della “possibilità”. (…) È lontana dai toni bigi di molta della cosiddetta poesia giovane italiana. (…) In un libro dove tornano spesso le nuvole e i gradini, fondali sempre mobili di un viaggio dove fissa è la ricerca della gioia, ci sono presenze, scorci di città o di colline o di mari lontani, in cui la poetessa avverte qualcosa che, senza tregua, la chiama.
Davide Rondoni