Vi sono incontri cruciali per comprendere quel bizzarro secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. Uno di questi è testimoniato proprio dal presente volume, il quale ripropone un saggio che rincorre la biografia evoliana, essendo stato oggetto di diverse revisioni nel corso dei decenni. Evola torna periodicamente a Nietzsche, pensatore delle vette, la cui morte coincise con l’ingresso dell’Occidente nel Novecento. Fu pubblicato la prima volta alla fine del 1926, in lingua francese sulla rivista «900. Cahiers d’Italie et d’Europe» del realista magico Massimo Bontempelli e del polemista Curzio Malaparte. Il saggio testimonia una profonda comprensione del messaggio nietzschiano, ma anche la necessità di rielaborarlo, superandolo. Giacché fu proprio all’insegna del superamento, dell’umano come del divino, che le biografie dei nostri due protagonisti s’incontrarono. Evola oltrepassò Nietzsche per poi ritornarvi, in una continua sublimazione, di sé stesso come di quella mater dolorosa che fu l’Occidente moderno.