LA BANCA
«è un’impresa sui generis, che porta un’enorme responsabilità sulle sue spalle. Le sue cautele non sono mai troppe, i suoi errori sono sempre troppo gravi. La sua azione deve essere audace e cauta insieme, legata alla realtà di oggi, ma in armonia alla prevedibile realtà di domani».

IL MESTIERE DI BANCHIERE
«fatto con coscienza, costa fatica e patemi, discernimento e coraggio, entusiasmo e nervi a posto. Senza questo assurdo conglomerato di affetti e qualità contraddittorie, senza questo «ottimismo» di fatto e non di umore, si diventa burocrati. E l’esercizio del credito non è attività burocratica. La nostra è un’attività pratica puramente intellettuale – mediatrice e conciliatrice di un’astrazione di ordine meccanico con una concretezza di ordine biologico».
Raffaele Mattioli