La chiamata alle armi degli emigrati destinati alle trincee del primo conflitto bellico mondiale trova nei sovversivi e negli anarchici i più convinti oppositori. Nel Nord America l’attivismo antagonista ruota intorno al giornale «Cronaca Sovversiva», un ebdomadario settimanale che si pubblica dal 1903 ed è animato da Luigi Galleani, battagliero oppositore al potere costituito. Il periodico è un riferimento per gli operai italiani ed è diffuso attraverso i Circoli di Studi Sociali. Allo scoppio della guerra il giornale divulga un appello firmato dalle madri di Palermo. Ha per titolo «Figli, non tornate!». Un documento che invita alla renitenza e diventa il simbolo di una battaglia contro la guerra e contro la chiamata alla leva. Trasformato in manifesto e diffuso in circa centomila copie, promuove indirettamente la pubblicazione di lettere che, inviate dall’Italia da madri, mogli, sorelle ed amici, trovano spazio sulla «Cronaca Sovversiva», la maggior parte in una rubrica titolata «Dalle trincee e dai focolari». Si tratta, in totale, di 233 epistole, che vengono raccolte in queste pagine, ordinate, commentate ed indagate, quando possibile, in riferimento alle persone che le hanno spedite, ricevute ed inoltrate al settimanale per la loro pubblicazione.