Tra il 1889 e il 1890 Leon Bloy invia alla fidanzata, Johanne Molbech, le quarantadue lettere che qui vengono pubblicate. Esse rappresentano un documento rivelatore sotto il profilo psicologico, umano e spirituale, perché in esse l'autore si "confessa" a cuore aperto, facendovi confluire tutte le sue inquietudini, le sue angosce, le sue speranze. Non sono soltanto le istantanee di un incontro con una donna venuta da lontano e la cronistoria di un rapporto d'amore. Sono anche, e soprattutto, le immagini di tutta una vita. Un poema d'amore e di dolore, che rimanda all'esistenza raminga e disperata del Bloy di sempre, al paesaggio tipico di questo scrittore intransigente e paradossale, visionario fino all'eccesso, consapevole del proprio talento e della propria missione al servizio di Dio.