Pubblicati a Roma nel 1531 i Discorsi sono divisi in tre libri: il primo tratta dell’organizzazione delle repubbliche nel loro interno; il secondo della loro politica estera; il terzo è d’argomento militare. A un primo sguardo parrebbe che le due opere quasi si oppongano: qui – nei Discorsi – la celebrazione del vivere libero e civile; là – nel celeberrimo libretto – l’esaltazione della dittatura del principe. A veder bene le cose stanno in modo un poco diverso e per quanto distanti anche da un punto di vista stilistico – veemente e accesa la prosa del Principe, molto più serena e pacata quella dei Discorsi – i due scritti sono profondamente congiunti nel generale e comune proposito di dar vita a uno Stato che, fondato su un saldo ordine giuridico, garantisca libertà e indipendenza. In tal senso Machiavelli sembra prefigurare lo Stato di diritto repubblicano.