Pietra lavica, un titolo netto, solido, tellurico, ma che sottintende un magma ribollente. Scrittura poetica, pertanto, come grumo rappreso e ‘raffreddato’ di una materia fluida e incandescente... La sfida e scommessa della poesia di Francesco Iannone sta nel coraggio di esporsi e dichiararsi, coraggio che solo chi è consapevole del proprio valore e saldo nei propri intendimenti osa: «Perché ti voglio bene così / come andando / verso casa di qualcuno / felice fischiettando/un motivo antico», sicuro che «l’amore salterà fuori dal secchio / come un’anguilla che si salva dal suo incubo». Perché solo da una tale chiarezza di visione, limpida e sorgiva, potrebbero nascere versi come questi: «Che ogni cosa stia perfettamente nell’arco del suo inchino / che ogni cosa stia perfettamente nel raggio del suo volo».
Giovanna Rosadini