Alcuni vecchi professori neutralisti, un poeta melodrammatico che si è perduto nelle nebbie di un lacrimogeno disfattismo, un teosofo, un cristiano fogazzariano, molti massoni ed alquante ombre e penombre di malcontenti, si sono ritrovati insieme per sottoscrivere un manifesto che è un goffo documento di incomprensione politica e storica. Ormai siamo abituati al mostruoso accoppiamento di cattolici e massoni, di spiritualisti e di positivisti, di germanofili e di francofili, di interventisti e di neutralisti, di conservatori e di sovversivi, tutti uniti nel grottesco tentativo di negare il Fascismo e di arrestare il magnifico stellone d’Italia che ascende...
Il Popolo d’Italia

Se vi è chi attendeva dal manifesto agli intellettuali la definizione ed il concetto – finalmente – del movimento fascista, rischia di provare un’assai grande delusione. Il manifesto ha tutti i caratteri di un manifesto elettorale; è l’abbondante raccolta dei più vieti luoghi comuni, e dopotutto, anche per la opinione che abbiamo di lui, fa meraviglia che l’abbia scritto Giovanni Gentile. O meglio, no; egli non poteva far diversamente; né diversamente consentiva la natura del movimento che vi voleva esaltare...
Giovanni Amendola, Il Mondo