È possibile vivere di più in tre ore di un pomeriggio di agosto, esaurendo un tesoro di sensazioni più meraviglioso che compiendo un viaggio in Oriente. «Ogni giorno ha il suo viaggio. Ogni ora la sua opera», si legge in Oceanografia del tedio. Considerato da Luciano Anceschi il capolavoro letterario di un maestro della saggistica europea del Novecento, Eugenio d’Ors, questo racconto seducente e impalpabile (prima edizione catalana 1918), rapisce il lettore in un giardino dei sensi dove fantasticheria ed «emozioni geometriche» si rincorrono senza posa.