Notizie dalla modernità, è questo il libro che raccoglie gli scritti completi di Edoardo Persico (1900-1936). All’epoca in cui il volume entrava nel catalogo delle Edizioni di Comunità, un cinquantennio fa e poco oltre, Persico era morto da ventotto anni, giovanissimo e in circostanze non del tutto chiarite, lasciando un’immensa quantità di articoli, recensioni, interventi in rubriche, saggi sparsi su riviste e quotidiani, alcuni dei quali (ma solo una piccola parte) avevano trovato asilo in due pubblicazioni milanesi, uscite entrambe a cura di Alfonso Gatto: Profezia dell’architettura e Scritti critici e polemici, ora raccolte in questa opera. Il dato che non può sfuggire è la varietà degli argomenti affrontati. L’autore che redige queste pagine, dal 1923 al 1935, è un uomo assetato di letture, cerca invano di trovare una ragione del suo stare al mondo nel carattere interdisciplinare delle materie a cui si avvicina e questa spasmodica ricerca sembra essere il riflesso della sua vicenda personale, quella di un individuo disponibile a varcare numerose esistenze. Non esiste un solo Persico, ma una galleria multiforme di figure che per oltre un decennio, da quando compaiono i suoi primi scritti fino alla morte, assumono aspetti differenti: è l’anima inquieta che da Napoli stabilisce contatti con Piero Gobetti, è l’operaio che lavora alla catena di montaggio Fiat, è il talent scout di scultori e artisti (per esempio i “Sei pittori” di Torino), è l’ideatore di collane editoriali (per esempio quella dei Fratelli Ribet, dove Montale pubblica nel 1928 la seconda edizione degli Ossi di seppia), è il fondatore della galleria d’arte “Il Milione”, è l’arredatore di negozi, è il direttore della rivista «Casabella».