Il 1° giugno del 2016 Marilyn Monroe avrebbe compiuto novant’anni. Questa silloge intende ricordarla con un omaggio alla sua (ferita) grandezza. Sulla scia dei versi che le dedicarono Pier Paolo Pasolini e Dario Bellezza, molti poeti italiani di oggi si sono qui ritrovati per celebrarla con una tenera e partecipata ‘offerta musicale’ nella forma di una ghirlanda di liriche. Ne scaturisce un ritratto di Marilyn Monroe a più dimensioni. Ricorrono, con una serialità che evoca i ritratti di Warhol, i frammenti consacrati (fotogrammi o battute) che tutti conserviamo nella memoria: come se, in una nostra comune adolescenza, avessimo raccolto in parallelo le stesse figurine di un identico album. Ma vi si sovrappone l’incredibile diffrazione per cui, com’è proprio dei miti, quei pochi, essenziali segni narrativi costanti vengono a generare castelli sempre nuovi di fantasie, proiezioni o solidarietà e, in reiterate sorprese, costellazioni di varianti, tendenti all’infinito. Le molte Marilyn dei poeti italiani di oggi tracciano una scia di delicato pulviscolo, di innumerevoli riverberi nelle singole diverse esistenze. Un’immagine massmediatica – una delle prime e maggiormente eclatanti – diventa così vita vissuta ogni giorno, in particolari anche minimi della quotidianità, attraverso il cangiante caleidoscopio dei differenti punti di vista con cui ciascun poeta la festeggia affettuosamente.