Il volume raccoglie per la prima volta integralmente i Pensieri di Alfonso Gatto che, collocati accanto a Scorciatoie e raccontini di Umberto Saba e Fuochi fatui di Camillo Sbarbaro (o, cronologicamente più vicina, La linea gotica di Ottiero Ottieri), costituiscono uno dei capolavori della scrittura aforistica del secondo Novecento. Costante punto di riferimento sono, fra l’altro, i Quaderni del carcere di Gramsci, assunto a modello di «un ricevere attivamente dall’interno della propria meditazione l’impulso a agire e a produrre storia».