Qual è il senso dell’Unione Europea? Il 7 febbraio 1992 dodici paesi firmarono a Maastricht un trattato che avrebbe segnato una traccia indelebile nella storia dei popoli europei: il Trattato sull’Unione Europea. Venticinque anni dopo, il Vecchio Continente sta attraversando una fase particolarmente difficile e delicata. È oggi più che mai importante dare risposte all’altezza delle sfide che l’Europa – attualmente ‘allargata’ a ventotto paesi – è chiamata a fronteggiare, tanto al suo interno quanto in relazione al complicato contesto geopolitico in cui essa si situa. Per questo, nell’anniversario della sua firma, appare opportuno ripubblicare la versione integrale del Trattato di Maastricht, ancora oggi citatissimo dagli economisti, dagli storici, dai politici, dalla stampa, dall’opinione pubblica dei principali paesi d’Europa. Nella sua introduzione, Federico Carli ripercorre i passaggi fondamentali del processo d’integrazione europea i cui pilastri sono il Trattato di Parigi del 1951, i Trattati di Roma del 1957, il Trattato di Maastricht del 1992 e l’adozione della moneta unica del 1999, fino a giungere ai giorni nostri. In contrasto con ciò che i mezzi d’informazione ci hanno abituato a sentire nella cronaca quotidiana, Carli ci ricorda quanto fossero alti, ricchi di coraggio, di valori democratici e di visione politica gli ideali che dalla fine del secondo conflitto mondiale condussero le élite e i popoli europei a perseguire il progetto dell’Unione. Tali principi emergono chiaramente dalle parole stesse del Trattato di Maastricht, la cui lettura è di fondamentale importanza per comprendere il senso dell’Unione Europea. L’interpretazione e l’impostazione oggi prevalenti degli accordi europei rischiano di divergere dai principi stessi espressi nei Trattati che hanno dato vita alle istituzioni comunitarie. La soluzione che Carli suggerisce è quella di recuperare lo spirito cooperativo che sta all’origine dell’integrazione europea, in questo modo ravvivando il legame tra istituzioni e popoli d’Europa e al contempo restituendo vitalità all’economia del continente. In tempi di rinascenti nazionalismi, demagogia e populismo, il saggio di Federico Carli aiuta a mettere a fuoco i veri problemi che l’Europa sta attraversando e rappresenta un utile contributo al dibattito politico. In questo senso non è l’Europa a essere causa dei problemi che inquietano la nostra società, ma semmai la riduttiva attuazione che è stata data ai suoi principi ispiratori.