Sulla base di ricerche condotte su documenti per lo più inediti conservati in diversi archivi italiani e spagnoli il libro descrive l’evoluzione dell’araldica alla Real Casa di Borbone Parma, il ramo della grande famiglia borbonica che raccolse l’eredità di Elisabetta Farnese nei ducati di Parma e Piacenza dopo il 1731. Nel primo capitolo sono analizzati gli stemmi innalzati da Carlo di Borbone come duca di Parma e Piacenza (1731-1736), da suo fratello Filippo, capostipite dei Borbone Parma, e dal figlio di questi Ferdinando, duchi di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1748 al 1802, ed ancora dai Borbone Parma come re di Etruria (1801-1807). Il secondo capitolo è dedicato agli stemmi dei Borbone Parma come duchi di Lucca (1817-1847), periodo caratterizzato da innovazioni araldiche di rilievo, la più importante delle quali fu la decisione presa dal duca Carlo Lodovico di differenziare, per la prima volta, lo stemma familiare dei Borbone Parma da quello dei Borbone Spagna mediante la peculiare sovrabrisura delle conchiglie d’argento. Nel terzo capitolo viene analizzata la formazione degli stemmi adottati dai Borbone Parma a partire dal gennaio 1848, come duchi di Parma, Piacenza e Stati annessi; basandosi sulla documentazione esistente presso alcuni fondi dell’Archivio di Stato di Parma viene qui descritto il processo di crescente arricchimento di questi stemmi, culminato nelle “Regie Armi” approvate da Carlo III il 26 gennaio 1852, e viene messo in evidenza il ruolo importante avuto in questo processo da Amadio Ronchini, archivista dello Stato e segretario della Consulta Araldica. Nel capitolo quarto vengono passati in rassegna ed analizzati i singoli “punti” dello stemma ducale, presenti nelle due versioni del 1848 e del 1852; per ciascuno di essi sono riassunte le contrastanti interpretazioni dei singoli “quarti” date in passato da studiosi diversi, e, attraverso il confronto con quanto emerge dalla documentazione di archivio, si propone la lettura ritenuta storicamente corretta. Il capitolo quinto è dedicato agli ornamenti esteriori dello stemma: corona, supporti, manto, insegne di ordini cavallereschi. Partendo quindi dalle insegne equestri presenti nelle “Regie Armi” approvate dal duca Carlo III il 26 gennaio 1852, per ciascun ordine cavalleresco viene delineata la serie dei conferimenti a favore dei Borbone Parma (Spirito Santo, Toson d’oro), ovvero il ruolo avuto dai singoli duchi come sovrani dell’ordine (Ordine Costantiniano, San Lodovico), nel contesto più ampio delle vicende storiche che li videro coinvolti.