Il 1956 è stato un anno fondamentale del ’900, non solo per il mondo comunista. Il XX congresso del PCUS e la pubblicazione del rapporto segreto di Krusciov, l’avvio della destalinizzazione e la repressione sovietica della rivoluzione in Ungheria influirono sulla ricerca dell’alternativa al capitalismo, mettendo in discussione il socialismo reale come mai era avvenuto prima e, in Italia, generando un profondo mutamento nei rapporti tra PCI e PSI. In questo libro, a settant’anni di distanza, si affronta lo scontro politico-culturale tra il vicesegretario del PCI Luigi Longo e Antonio Giolitti che, nei primi mesi del 1957, si sostanziò in un’aspra querelle ideologico-editoriale che portò Giolitti, critico verso la linea di Togliatti, a dimettersi dal PCI. Nel volume, introdotto da un saggio di ricerca del curatore, si ripubblicano Riforme e rivoluzione di Giolitti e Revisionismo nuovo e antico di Longo che, con altri scritti e documenti proposti in appendice, chiariscono i termini del confronto e ben rappresentano il modo di intendere la politica da parte di intellettuali e dirigenti di partito nel ’900.