Verso la fine degli anni '60 un grande protagonista del mondo del teatro entra in crisi con il mondo del teatro. Sono gli anni in cui registi come Pasolini, Rossellini e altri dimostrano che la pellicola può sostenere le vasta dimensione della classicità e le vertigini della condizione umana. In quel momento storico Giorgio Strehler comincia a scrivere soggetti cinematografici, tre dei quali vengono qui pubblicati per la prima volta. Il soggetto che dà il titolo alla raccolta, Due volte sola, riguarda gli ultimi anni di Eleonora Duse. Con grande senso cinematografico Strehler pensa di costruire il film raccontando il progetto del film stesso, immaginando i tentativi per coinvolgere Greta Garbo nella storia e partecipando alle strazianti crisi dell'inaccettabile declino di una stella al tramonto. Il secondo soggetto, La coscienza di Zeno, è un'acuta analisi del mondo di Svevo e della sua opera. Il terzo scritto, Uomo d'ordine, è una fosca vicenda incentrata su un piccolo personaggio del fascismo. Sospesi tra narrazione e riflessione i soggetti ci rivelano un aspetto sconosciuto dell'indimenticabile maestro del nostro teatro contemporaneo.