La raccolta Pensile disegna un luogo del tutto impoetico, lontano da qualsiasi segno o allarme di bellezza, un luogo che al primo sguardo indica soltanto abbandono. Accanto ai resti di una costruzione cadente, due figure si chinano sulla terra per osservare la vita che l’anima: piante minuscole e piccoli insetti colonizzatori, ma anche accumulo di polvere e residui organici. Dalla ricchezza di questo mondo nascosto e dalla sua assonanza con cose lontane, emerge, in una lingua rigorosa ma ricca di suggestioni, la poetica di Domenica Mauri: il vero della bellezza non si riconosce al primo sguardo, occorre la pazienza e la vista di chi, «ferito di realtà e realtà cercando», porta alla luce la vastità di un paesaggio in ombra e la sua pienezza di senso. Ad abitare il luogo, ci saranno altri e nuovi ‘ospiti’ e nuovi paesaggi nascosti, fino a quando i laterizi cominceranno a sgretolarsi, il parapetto e le tegole a scivolare lentamente verso il basso, mentre il fragore del crollo diventerà definitivo e incontenibile.
Daniela Attanasio