Rangoon, Jaipur, Agra, Kyoto, Fujian... Un architetto attraversa l’Oriente sollevando al suo passaggio visioni, incanti, immagini stratificate di culture differenti. È un Oriente che ancora trasmette fascino, nonostante l’universale digestione globalizzante del consumismo. Quello che Sottsass riesce a dirci del mondo lo trova prima di tutto dentro di sé. Per questo le pagine, con grande freschezza e candore, intrecciano la storia degli uomini con la vasta umanità dell’immaginazione. «Ho visto i dolmen e poi le antiche stupas buddiste – una mezza sfera perfetta di terra sul cadavere dell’uomo che aveva detto cose consolanti e si era comportato bene – e ho visto tra gli ulivi le pietre cadute dei templi della Grecia e anche le pietre di Corinto, città di etere, e anche ho visto le chiese bizantine piccole come giocattoli...».

Alcuni di questi scritti sono inediti, altri sono apparsi su «Domus», «Terrazzo» e altre riviste dal 1962 al 1999. Per la prima volta raccolti in volume, questi Esercizi di viaggio ci portano a scoprire lo scrittore Sottsass che abita dentro l’architetto Sottsass.