Tra le firme-bandiera della «Stampa», il giurista e storico Arturo Carlo Jemolo affrontava con sensibilità e penetrazione critica i grandi temi della politica, dell’università, della cultura, della scuola, della buona amministrazione, di una giustizia più conforme alla realtà dei moderni rapporti umani. Dal carteggio che intrecciò con il giornalista Carlo Casalegno, diventato vicedirettore, emerge un’Italia tormentata da «una burocrazia inefficiente, da un’organizzazione giudiziaria incongruente, da un potere legislativo pletorico, da un dissesto finanziario inesorabile». È un forte desiderio di rinnovamento morale che rende le loro osservazioni preziose anche per le sfide che la nostra democrazia deve affrontare.