Il Centone è nato da un’idea di Neofrone, editore per amor del libro e bon vivant, mentre gustavamo una irripetibile finanziera in campagna. Raccontavo del mio grande amore di questi anni, Tomaso Buzzi, grande architetto, noto al colto e all’inclita, ma poco conosciuto al grande pubblico. Gli raccontavo quasi con le lacrime agli occhi della biografia colta e raffinatissima che egli si era costruito alla Scarzuola, vicino a Terni... ad un certo punto Neofrone mi interrompe e dice: «Senta architetto, perché non scrive un libro per me?». Lì per lì non mi capacitai di una mazzata così. Lui voleva un libro di ricordi, pensieri, idee, messaggi in bottiglia. Ma, avendo intanto scoperto che entrambi siamo dilettanti (e non esigui) di latino, dovevo prendere un secondo buffetto: «E poi me lo traduca in latino». Perché poi proprio il latino è scritto nei Praenotanda, all’inizio del libro. Polifilo sono io, memore della sua ipnerotomachia. Voi siete il mondo.