Finora si è letto Spengler come il pletorico apologeta di una civiltà perduta (Kultur) e il fustigatore della corruzione metropolitana (Zivilisation). È giunto il momento di riconsiderarlo alla luce diaccia della contemporaneità. L’opera di Spengler si rivela di fatto un autentico «viaggio al termine della notte», alla ricerca spasmodica delle risorse necessarie a contenere la dissipazione entropica dell’Occidente. In questa prospettiva, il probabilismo statistico (la futura teoria del caos) e il socialismo etico sono le due fonti, una scientifica e l’altra filosofica, a cui la Zivilisation può attingere rinnovata potenza e «superare se stessa» – o sia, nel senso di Nietzsche, «tramontare».