Le comunicazioni strategiche di Raffaele Mattioli agli organi interni della Banca Commerciale Italiana dal 1935 al 1945, qui pubblicate per la prima volta, costituiscono i prodromi delle famose relazioni di bilancio della Comit nel dopoguerra. In quel decennio Mattioli si trovò a dover affrontare i ‘residui’ finanziari del salvataggio della Comit e a fronteggiare una serie di avversi fattori esterni determinati dalla politica fascista: dalle misure restrittive sui cambi e sul commercio estero, alla guerra d’Etiopia, ai vincoli di natura corporativa e autarchica, sino agli scenari di guerra. Nonostante i tempi travagliati, resta immutato l’impegno nel completare l’edificio organizzativo della Banca Commerciale e nel curare la formazione dei direttori centrali e di filiale: in queste pagine ricorrono le sollecitazioni a produrre le relazioni sulle economie locali, a studiare l’andamento dei singoli settori produttivi e a monitorare la clientela, vecchia e nuova, per prevenire sofferenze e incagli nei crediti accordati. I testi qui editi mostrano assai bene la mediazione di Mattioli fra le contrastanti esigenze di non opporsi frontalmente alle direttive del regime e di impostare una lungimirante erogazione del credito all’economia. Più volte traspaiono la centralità dell’interesse generale, quale criterio-guida dell’azione delle banche, i collegamenti sistemici tra mercato bancario, monetario e finanziario, e la consapevolezza delle sempre mutevoli circostanze e condizioni esogene che un banchiere si trova a rilevare e soppesare prima di definire le linee di indirizzo. Le analisi congiunturali lette da Mattioli ai collaboratori sono vere e proprie lezioni di metodo e di saggia politica creditizia, oltre a fornire preziosi dati macroeconomici sul periodo, assenti nelle fonti ufficiali coeve.