Questo libro costituisce un evento editoriale d'eccezione: presenta trentadue lettere (fino ad oggi sconosciute) d'amore e sull'amore, scritte da Angelo Tasca, il primo "eretico comunista", esule a Parigi con il nome di copertura di Rossi (per sfuggire ai controlli dell'Ovra fascista). Le lettere sono indirizzate alla giovane Cécile Beitzman, figlia di un facoltoso ebreo russo, anch'egli esule a Parigi. Tasca, espulso da qualche mese dall'Internazionale, è in crisi con la moglie Lina, che continua a vivere in Italia, e, tra il maggio del 1930 (anno della sua amicizia con Carlo Rosselli) e l'agosto del 1931 vive con Cécile una tormentata esperienza di "felicità impossibile" che genera questo straordinario epistolario ricco di meditazioni profonde e di invenzioni poetiche folgoranti, rivelando la vita interiore di rivoluzionario politico con la vocazione di intellettuale.