Solo in apparenza, è difficile spiegare a sé stessi la ragione per la quale, probabilmente fra il 1929 e il 1930, Chabod, conclusi, per allora, gli studi su Machiavelli e, in particolare sul Principe, intraprese lo studio sistematico di Giovanni Botero e maturò il proposito di comporre su di lui una compiuta monografia. [...] Se si cerca di spingere lo sguardo nella direzione dell’essenziale, la risposta della domanda relativa al perché, dopo Machiavelli, Chabod si fosse volto a studiare Botero, deve essere indicata nell’idea della decadenza che fin dall’inizio gli si era formata nella mente e aveva costituito il Leitmotiv della sua ricerca. Era, quella che gli stava in mente, un’idea di natura storiografica, che non pativa il rischio di complicarsi a causa di ragioni filosofiche; e che, tuttavia, toccava in lui corde profonde.
Gennaro Sasso