«Almanaccatore di vicende sceniche colorate e sincopate» fu definito Aniante da Anton Giulio Bragaglia, il regista d'avanguardia per il quale Aniante scrisse Carmen 1929 che, in un prologo, tre atti, tre intermezzi e un epilogo, rivisita la storia festosa e luttuosa del celebre melodramma di Bizet, con risvolti parodici (anche esilaranti), che mettono la storia di amore e morte di Mérimée - Bizet al centro di un tourbillon di incidenti e di equivoci. Opera inedita in volume, rintracciata tra le bozze di un numero della rivista «900» mai realizzato, Carmen 1929 è un estroso pastiche che oggi potremmo chiamare arbasiniano.