Tra il 1982 e il 1983, Enrico Filippini lavorò, fiancheggiato dal produttore cinematografico Roberto Levi, al trattamento per uno sceneggiato televisivo sull'amicizia tra i poeti inglesi Byron e Shelley. Il trattamento si trasformò in una sceneggiatura e la sceneggiatura (che aspira ora a diventare film) viene presentata in questo volume, dove si rivela, per ricchezza d'intreccio e tessitura narrativa, un vero e proprio romanzo, la cui trama è, come dice Paolo Mauri nella prefazione, «un infinito corteggiamento (della vita, dell'altro/a, ma anche della morte)». I due eroi romantici, ribelli, perseguitati ed esuli, di cui Filippini ricostruisce le vite incrociate sullo sfondo di paesaggi inglesi, italiani e greci, morirono tragicamente: Shelley, annegato in mare e Byron, stroncato da misteriose febbri a Missolungi. Nella frenesia, nella vitalità e negli impeti di Byron, così come nell'anarchia, nell'esuberanza e nella dolce inquietudine di Shelley Filippini si è rispecchiato, col risultato che Byron & Shelley: un'amicizia eterna appare una sorta di affascinante e seducente autobiografia indiretta dell'autore.