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Le Opere Nino Aragno Editore di ultima pubblicazione
SUA ECCELLENZA ITALIA

Nino Aragno

SUA ECCELLENZA ITALIA
Storie e identità di un mito

Biblioteca Aragno

L’Italia non è soltanto le vele di Scampia e il set diffuso di Gomorra, non è soltanto diseguaglianze sociali, economia in nero (quella criminale), una burocrazia inefficace e soffocante.Non è neanche quella del popolo in infradito di ferragosto, del viaggio di istruzione alle Maldive in mezza stagione. Del capodanno in baita come prescritto dal cine panettone.La cifra dell’Italia è la qualità, l’innovazione che prende il via dalle tradizioni, i territori e le comunità che, insieme alla cura del capitale umano, della cultura e della bellezza, sono parte attiva nella creazione di valore, anche economico. In una parola un’economia dolce e immateriale, basata sulla conoscenza, sulla valorizzazione dell’identità delle comunità e dei territori e sul rispetto dell’ambiente.Di gente che lavora duro in silenzio per la quale vengono prima i doveri e poi i diritti.Sono gli Italiani che pagano il conto per tutti e tengono in piedi il Paese.

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L'INCHIESTA ESTREMA

Gigi Ghirotti

L'INCHIESTA ESTREMA

Classici del giornalismo

Gigi Ghirotti, giornalista della «Stampa», colpito da un cancro, volle fare l'ultima inchiesta sugli ospedali, malato tra i malati. Quel «Lungo viaggio nel tunnel della malattia» commosse l'Italia, portò alla nascita della Fondazione Ghirotti, di altre associazioni a lui intitolate a Torino, a Vicenza e in altre città e più tardi alla Giornata nazionale del sollievo. Al liceo con Luigi Meneghello, laureato a Padova con Diego Valeri, amico di Neri Pozza e Renato Ghiotto, intrecciò nel giornalismo la cultura letteraria, il carattere e l'umanità per la quale aveva partecipato alla Resistenza senz'armi, con una pala per seppellire i morti. I suoi articoli per «Il Giornale di Vicenza»,  «La Stampa» e «L'Europeo» mettono a fuoco aspetti e personaggi cruciali della società italiana dal dopoguerra ai primi Anni 70:  De Gasperi e Togliatti, Eleonora Duse, la Sardegna dei banditi, il delitto d'onore, la Legge Merlin, il Festival di San Remo (con il suicidio di Tenco), Dalì e Marcuse. E lo collocano tra i maestri di un giornalismo affidabile, rigoso e ironico, ad alta precisione anche linguistica, che l’era tecnologica dovrà ritrovare.

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UNA PASSIONE CIVILE

Giovanni Quaglia

UNA PASSIONE CIVILE

Biblioteca Aragno

“Una passione civile”, dopo l’introduzione di Marco Revelli, presenta una raccolta di scritti, discorsi e riflessioni che hanno accompagnato i vari momenti di impegno politico, amministrativo, formativo e sociale di Giovanni Quaglia, e si articola in tre capitoli che aggregano i vari interventi attorno ad alcune specifiche tematiche – Valori culturali e territoriali; Società, etica e finanza; Nuovi attori del tessuto sociale –. Esse invitano a guardare al futuro, ripartendo dalle comunità e dai territori, con speranza e nella consapevolezza che, nonostante tutte le paure, le divisioni e le contrapposizioni, esistono realtà e comportamenti virtuosi, esempi di altruismo e solidarietà, aggregazioni sociali impegnate per il bene comune e capaci di lavorare insieme con entusiasmo e passione civile.

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LE FONDAZIONI BANCARIE

Beppe Ghisolfi

LE FONDAZIONI BANCARIE
Manuale di navigazione

Biblioteca Aragno

Beppe Ghisolfi è da anni prestigioso pioniere dell'educazione e della formazione finanziaria e al risparmio, innanzitutto con i suoi libri di successo. Ora Ghisolfi procede ulteriormente nel suo itinerario di educazione civile con questo nuovo libro sulle Fondazioni di origine bancaria, un volume sostanzialmente di Storia del Diritto italiano, perché raccoglie innanzitutto la più che cospicua mole di normative che si sono susseguite in proposito in circa un trentennio. (Antonio Patuelli)

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STRATEGIA

Carlo Bordini

STRATEGIA

i domani

«Quando qualcuno parla, fa più chiaro», scrive la psicoanalista austriaca Hermine Hug-Hellmuth nel Diario di una giovinetta prefato da Sigmund Freud. Un libro «scritto per dire delle cose a una persona», dunque «per non impazzire» – come dichiara Bordini nella sua prefazione – fa rinsavire chi lo legge, perché punta un faro da ring sulla sua vita, non soltanto amorosa, ma di relazione. La tenace Strategia di Bordini è mettere in scena la confusione che segue all’apparir del vero, che presenta sé stesso in parvenza d’«amore», ma riverbera la sua ombraluce fino allo stato inerme dell’infanzia. Strategia è infatti scritto senza risparmio e non risparmia neanche l’autoavverarsi della profezia di morte (simbolica) all’avversario amoroso che, in questo caso, coincide col primo lettore. E pure noi, lettori postumi all’amore qui dato, riceviamo diretti in pieno viso, se mai una volta siamo stati investiti dallo spavento che chiamiamo «amore». Bordini prova a emanciparsi dall’ossessione trasferendo in contesto agonistico la «donna de lo schermo» dantesca, che ora diventa una «sparring-partner» ma poco dopo, nient’affatto salvo, scrive il nome dei nomi, mamma, con la voce che quasi gli fallisce per i singhiozzi, spostato nel tempo senza tempo della psiche Il seme del piangere di Giorgio Caproni – che, a sua volta, lavorava un seme dantesco. Con Bordini, che invoca la madre passando attraverso la perdita della donna amata, torniamo dunque due volte al padre della nostra poesia: una per via diretta (la «donna de lo schermo») e una per via indiretta (il piangere caproniano) ma, soprattutto, attraversiamo il confine tra così detta realtà e scienza interiore, tra follia e ragione, dunque tra vita e morte, conosciamo per negazione come in Montale («so chi non amo») e ritorniamo a noi come rinati, come sciacquati da una colonna d’acqua, per metà pianto e per metà futuro. Maria Grazia Calandrone

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