Ultime Opere

Le Opere Nino Aragno Editore di ultima pubblicazione
ALFABETO DELLA TESTUALITÀ

Stefano Agosti

ALFABETO DELLA TESTUALITÀ

Biblioteca Aragno

Alfabeto della testualità. Un dialogo scaturito dalla straordinaria coincidenza di due frammenti di enunciazione sulla teoria del testo, “La testualità del testo” e “La textualité du texte”, rispettivamente di Gianfranco Contini e di Jacques Derrida, il dialogo qui presentato al lettore ne svolge le molteplici implicazioni e diramazioni, con diffuso riferimento agli universi concettuali e linguistici dei due sommi autori contemporanei.

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NOVECENTO LETTERARIO ITALIANO

Guido Davico Bonino

NOVECENTO LETTERARIO ITALIANO
Cento anni di romanzi, racconti, poesie

Biblioteca Aragno

"Guido, mi potresti suggerire un libro interessante da leggere?”. Condenso in questa battuta l’approccio-tipo di amici ed amiche (architetti, avvocati, medici d’ambo i sessi) che – sapendo che, tra laurea in lettere, lavoro editoriale e insegnamento universitario, la letteratura italiana è stata per un cinquantennio circa il mio pane quotidiano – non esitano ad interpellarmi in proposito. A parte la difficoltà d’individuare il motivo d’interesse di un’opera letteraria (il tema? la trama? lo stile?), avevo in prima istanza pensato di rispondere ai miei postulanti con una scelta essenziale: autori e libri di indiscutibile rilievo senza alcuno scrupolo per le inevitabili omissioni. Perché non tradurla in una plaquette da approntarsi con un tipografo amico e da affidare a qualche libraio compiacente? Ma di scelte essenziali già ne esistono e si estendono non solo al nostro patrimonio letterario.A questa costatazione ed alla riflessione che, probabilmente, ai responsabili delle medie e piccole biblioteche sparse per la penisola un repertorio – cioè un “catalogo, registro, elenco di dati, ordinato secondo uno schema che ne renda agevole la consultazione” (così nel Dizionario Devoto-Oli della lingua italiana, 2006) – avrebbe potuto essere utile, non ho resistito: ed ecco codesto Novecento letterario italiano: un catalogo, per quanto possibile, ragionato, disposto per autori in base alla loro data di nascita, che include romanzi, racconti e sillogi poetiche. Una particolare novità è l’inclusione, in questa ideale, terza sezione, delle raccolte più toccanti dei testi di cantautori di spicco della scena italiana.

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ABITARE LA SOGLIA

Eduardo Descondo

ABITARE LA SOGLIA
Prefazione e postfazione di Gian Piero Quaglino

Biblioteca Aragno

Invitato a un convegno sul tema della soglia, a Eduardo Descondo capita di ritrovarsi senza idee. Non sarebbe un problema considerato che il tema non è dei più facili, se non fosse che fino quel momento gli era sempre accaduto che bastasse il la, su qualunque argomento, per partire e il problema fosse stato, semmai, quello di fermarsi. Non c’è altro da fare che chiedere aiuto ad amici fidati, preparatissimi sulla materia. Fortunatamente l’aiuto arriva. Descondo decide così che la sua relazione al convegno sulla soglia non sarà altro che il resoconto dei suoi incontri con quegli amici fidati e delle idee che ne ha ricavato e rielaborato. La Prefazione e la Postfazione di Gian Piero Quaglino fanno da cornice al testo, svelando alcuni retroscena della vicenda.

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IN VIAGGIO

Piero Chiara

IN VIAGGIO

Ante Litteram

Piero Chiara amava viaggiare e viaggiò molto. Lo faceva per divertimento, o per incontrare gli amici, o per il suo lavoro di scrittore, o perché attratto da un richiamo del passato, quando città antiche lo invitavano a scoprire che “la realtà era superiore ai suoi sogni”. Qualunque fosse la ragione, la spinta a partire era la curiosità che lo animava di vedere nuovi paesi, gustare dal vero la bellezza di opere d’arte di cui aveva letto nei libri, capire popoli diversi. Così fu per la Spagna, il Paese che più amava («una terra dove si incontrano tutte le civiltà, dove le pietre romane fanno da base agli archi moreschi»), gli Stati Uniti (dove fu più volte, dal 1966 al 1970), la Cecoslovacchia (sulle tracce di Casanova) e naturalmente le città italiane, che rivide più volte, sempre con occhi differenti. Luoghi di cui Chiara ci ha lasciato memoria nelle cronache che soprattutto fra gli anni ’50 e ’60, prima del grande successo letterario, inviò ai giornali coi quali collaborava: L’Italia, Giornale del Popolo, La Prealpina, Gazzetta Ticinese. Articoli scritti per il piacere di raccontare, di descrivere città e paesi, di far rivivere personaggi storici e evocare i valori culturali delle epoche passate, ma che pure sono vere e proprie opere narrative, non solo per ciò che dicono ma anche per il modo in cui lo dicono: con la semplicità, la leggerezza e la chiarezza che saranno il sigillo del Piero Chiara maggiore.

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IL VISITATORE DELLA SERA

Marcel Proust

IL VISITATORE DELLA SERA

Biblioteca Aragno

L’insolito ménage à trois che coinvolge Proust, Morand e la principessa Soutzo è costellato d’incontri serali. A cominciare dalla prima, sorprendente visita fatta da Proust al giovane attaché d’ambasciata Morand il quale, oltre all’aura conferita dal ruolo e dall’età, gode dell’audace merito d’aver accostato Swann a L’Éducation sentimentale di Flaubert. Per finire con l’ultima, toccante visita che Morand rende al capezzale di Proust in rue Hamelin, la settimana precedente il decesso. Stavolta l’homme pressé sembra non aver fretta di andarsene. Ora spetta a lui fissare l’amico dalla poltrona, intrattenerlo in una conversazione infinita, come per ingannare la morte incombente. Tra queste due visite avviene l’incontro fatale con la principessa Soutzo, futura signora Morand. Violentando le proprie abitudini claustrali da valetudinario Proust svolazza come una falena notturna all’hotel Ritz, attratto dallo splendore e dall’intelligenza della Minerva romena. Quando arriva tardi, accede direttamente alla sua stanza senza farsi annunciare, condottovi dal liftier. Nell’intreccio epistolare che ne segue emergono come per incanto le amare verità della Recherche sull’amore, l’amicizia, la separazione e l’oblio, in un’avvincente rincorsa reciproca tra vita e opera che lascia stupefatti. A corredo del carteggio gli scritti che i due autori si dedicarono a vicenda, dalla perfida Ode a Marcel Proust, dove per la prima volta si allude alle misteriose frequentazioni notturne dell’amico, alle illuminanti Osservazioni sullo stile con cui Proust promuove l’esordio narrativo di Morand.

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