Denis Diderot
APOLOGIA DELL'ABATE GALIANI - LETTERA AL SIGNOR *** SULL'ABATE GALIANI
Prendendo le difese dell’amico Ferdinando Galiani, che nei Dialoghi sul commercio dei grani aveva denunciato i pericoli cui si sarebbe esposta la Francia rimuovendo i controlli sull’esportazione del grano, Denis Diderot mostra in questo scritto, redatto dopo l’osservazione diretta degli effetti della carestia nella sua nativa Langres, tutti i limiti di una concezione dogmatica dei rapporti economici che, assolutizzando il diritto di proprietà e non riconoscendo freni da porre all’azione delle forze di mercato, finisce per produrre le conseguenze più nefaste. L’Apologia, oltre a rivelarci l’attenzione che Diderot ha per i temi economici, ben illustrata dalla sua analisi della speculazione sul prezzo del grano e dalla sua critica al primato fisiocratico dell’agricoltura, offre una preziosa testimonianza della prospettiva etico-politica del philosophe, orientata alla preservazione della vita e della libertà umana, ed egualmente ostile sia al cinismo della ragion di Stato sia agli astratti princìpi degli ‘economisti’.
- 978-88-9380-401-1
- 2026
- €28.00
Denis Diderot (Langres, 1713 – Parigi, 1784) è una delle figure più rappresentative dell’età dei Lumi. Figlio di un artigiano, dopo l’educazione dai gesuiti si trasferisce a Parigi per studiare filosofia e teologia. Rifiutatosi, contro il volere paterno, di intraprendere la carriera giuridica, Diderot si dedica a tempo pieno all’attività letteraria, guadagnando una certa notorietà come traduttore dall’inglese. Coinvolto proprio in questa veste nel progetto dell’Enciclopedia, Diderot ne diventa il principale animatore. Parallelamente, si dedica allo studio delle scienze naturali, sviluppando una concezione materialista che emerge nella Lettera sui ciechi (1749) e si ritrova poi nei Pensieri sull’interpretazione della natura (1753) e nel Sogno di d’Alembert (1763). Si è inoltre dedicato alla drammaturgia, tanto come autore quanto come teorico, alla scrittura di romanzi, tra i quali bisogna citare Il nipote di Rameau e Jacques il fatalista, e alla critica dell’arte figurativa e musicale.
Luca Timponelli (Domodossola, 1991) è assistente di storia del pensiero economico presso il Centre Walras-Pareto dell’Università di Losanna. Dopo gli studi a Pisa, dove è stato allievo della Scuola Normale Superiore, e il dottorato presso il Consorzio di Filosofia del Nord-Ovest, è stato poi borsista presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino e l’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli. In aggiunta alla monografia L’automa e la veste da ballo. Genesi e critica del neoricardismo (Olschki, 2023), dedicata alla ricezione degli economisti classici e di Marx nel ‘900, suoi contributi sono apparsi sulla filosofia della storia di Immanuel Kant, sulla lettura di Marx proposta da Ernesto Laclau, sulle riprese dell’equilibrio generale da parte di Paul Samuelson, Piero Sraffa e Wassily Leontief, sul pensiero economico di John Maynard Keynes, con particolare riferimento alla sua influenza sul New Deal e ai punti di continuità e discontinuità con il movimento neo-liberale, sul ruolo della teoria del valore in Luigi Pasinetti e in Léon Walras e sul pensiero economico e politico di Claudio Napoleoni. Una sua nuova edizione dei Dialoghi sul commercio dei grani di Ferdinando Galiani, comprendente anche una prima traduzione italiana della Bagarre, è di imminente pubblicazione per i nostri tipi.

