Gianfranco Contini
DANTE MACHIAVELLI VICO
Premessa di Michele Ciliberto
«Che cos’è, allora, la “scienza nuova” di Vico?»: in una sala gremita di gente, che possiamo solo immaginare o vagheggiare con nostalgia, come un luogo fuori dal tempo, Gianfranco Contini, dei filologi e dei critici il principe, in un corpo a corpo sorprendente con le traiettorie filosofiche che percorrono sotterranee la nostra tradizione letteraria, getta al lettore, di oggi e di domani, un interrogativo affascinante. Le pagine di questa lezione del 1968, dimenticata per molti decenni, si offrono a tutti coloro che hanno affrontato i saggi vertiginosi di un simile Maestro, come per esempio quelli danteschi di Un’idea di Dante, e che credono che la ricchezza dello stile continiano abbia raggiunto apici non più replicabili e risultati in sé conchiusi. Soprattutto se si tratta, almeno in parte, di Dante. La forma del pensiero e della riflessione di Contini trova, invece, qui sviluppi – per quanto non inspiegabili – assolutamente imprevisti. Ma al lettore “impregiudicato”, che non ha ancora letto una riga di Contini, che lo conosce solo di nome e che si appresta, con timore ed entusiasmo (si sa che scrive difficile!), a ripercorrerne i passi, questo testo con il suo stile affabile e persuasivo si propone come inizio ideale. Al principio di una potenziale, personale «corsa all’avventura» nei vagabondaggi della mente, come direbbe lo stesso critico. Si dica, infine, come nota Michele Ciliberto nella sua premessa, che è l’unico vero saggio di Contini, interprete finissimo anche del Rinascimento, su Niccolò Machiavelli.
- 978-88-9380-376-2
- 2026
- €15.00
Gianfranco Contini (1912-1990) è stato uno dei massimi filologi e critici del Novecento europeo, insieme a due altri maestri della critica stilistica, Auerbach e Spitzer. Critico militante, filologo romanzo, storico della letteratura italiana, ha riunito in sé tutte le caratteristiche dello studioso eclettico e, parimenti, profondissimo nelle analisi, che abbracciano Dante e Montale, la Scapigliatura piemontese e Proust, Gadda e Ariosto, Pasolini e Petrarca. Laureatosi a Pavia, ha insegnato, giovanissimo cattedratico, a Friburgo, poi a Firenze e alla Scuola Normale Superiore di Pisa
Jacopo Parodi è nato a Genova, dove si è formato, umanamente e intellettualmente, con Giuseppe Marcenaro. Ha svolto gli studi a Pisa, presso la Scuola Normale Superiore. Prosegue la sua ricerca, incentrata sulla narrativa e la critica del Novecento, attualmente all’Università di Pisa, in collaborazione con quella di Siena, sotto la guida di Niccolò Scaffai.
Anna Terroni si è formata presso l’Università di Pisa. I suoi interessi di ricerca si concentrano su questioni di ambito filologico, con particolare attenzione al teatro comico del Cinquecento e alle relazioni tra la novellistica trecentesca e la drammaturgia rinascimentale.
Michele Ciliberto ha studiato all’Università di Firenze con Cesare Luporini, Paolo Rossi e Eugenio Garin con cui si è laureato discutendo una tesi sulla fortuna di Machiavelli nel Novecento. Ha insegnato Storia della Filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui è Professore emerito. È Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e della Giunta scientifica dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici, e Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Ha collaborato con diverse istituzioni e università europee e non europee. I suoi interessi di studio e le sue pubblicazioni si sono concentrati in tre ambiti: la storia della filosofia del Rinascimento, con particolare riguardo al pensiero di Giordano Bruno, le interpretazioni del Rinascimento in età moderna e contemporanea, la filosofia contemporanea, con particolare riferimento a quella italiana e a problemi di filosofia politica. Suoi scritti sono pubblicati e tradotti in tedesco, francese, spagnolo, polacco, russo, giapponese, cinese, inglese.

