Léon Bloy
IL SECOLO DELLE CAROGNE
Il secolo delle carogne può essere considerato come uno spietato bigino, oppure ancòra, un quintessenziato manifesto di quel profeta e panflettista, apostolo e torturatore (gli epiteti sono di Gourmont) che tutto assommato fu Léon Bloy. Il secolo è ovviamente l’Ottocento. E le carogne, o sia i putrefatti, gli uomini ottocenteschi; sopratutto cattolici. Ché erano cotesti ultimi – turpi, immondi – a essere confratelli – perché correligionari – di Bloy. Il quale altronde rare volte come in questo breve scritto, ha confessato con pari disperazione e furore epperò sobrio, diaccio, la propria viscerale e lacerante e convulsiva (il che è dire poco) repugnanza (meglio: sacro orrore) per la Sottise del secolo cui tristamente era costretto; entro i cui muraglioni spaziotemporali e inesorabili, si trovava ridotto. Siccome per Maistre, Baudelaire, Flaubert, finanche per Bloy la stupidità è una specie di mostro nella storia dell’umanità; una vegetazione sifilitica assieme corrusca e tenebrosa. Inseparabile, al fondo, dallo sconcio dell’Ingiustizia. Cioè a dire del Ricco che fiuta, caccia, divora il Povero. Ebbene: contro tutto ciò, del pari al Tolemaico di Benn, Bloy si rimette al sacrosanto paquet de mitraille dans le ventre. Cattolicesimo gangsteristico di Bloy.
- 978-88-9380-396-0
- 2026
- €15.00
Léon Bloy (Périgueux, 1846-Bourg-la-Reine, 1917), polemista inimitabile, scrittore di talento, cattolico acceso da mistici furori è stato – ed è – uno dei personaggi più controversi della letteratura moderna. Da Le révélateur du globe (1884) alle Méditations d’un solitaire en 1916 (1917) la sua opera ha segnato un’epoca. Fra i suoi scritti si ricordano anche: Le désespéré (1886), Sueur de sang (1893), Histoires désobligeantes (1894), La femme paure (1897) e le due serie dell’Exégèse des lieux-communs (1902 e 1913).
Alessandro Settimo è saggista e traduttore.

