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Presentazione del libro "La passione della letteratura" di Luigi Sampietro

Novara 25 giugno 2018

A Casa Bossi si presenta il libro "La passione della letteratura" di Luigi Sampietro.

Le Collane Nino Aragno Editore

Biblioteca Aragno

Paul Valéry

IN MORTE DI UNA CIVILTÀ

Saggi quasi politici

a cura di Massimo Carloni

2018

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ISBN: 978-88-8419-863-1

€ 18,00

Prezzo: € 18,00

Com’è potuto accadere che l’Europa, da prodigiosa macchina civilizzatrice, sia diventata nel XX secolo un efficiente ed implacabile dispositivo di distruzione di massa? Che l’uomo protagoreo, celebrato da Vitruvio e Leonardo, da misura di tutte le cose, sia ridotto oramai a mera risorsa produttiva? A questi e ad altri allarmanti interrogativi tenta di rispondere Paul Valéry quando nel 1919, all’indomani della Grande Guerra, pubblica La crise de l’esprit, il primo e il più celebre dei saggi «quasi politici» raccolti in questo volume, e che, sin dal suo apparire, suonò come un’orazione funebre della civiltà occidentale.

Paul Valéry (Sète 1871-Parigi 1945), discepolo di Mallarmé, amico di Gide e Pierre Louÿs, dopo i primi brillanti esordi poetici, rompe con i suoi idoli giovanili (Poe, Rimbaud, Wagner) per immergersi nello studio delle matematiche. Deciso a stabilire l’unità creatrice dello spirito, pubblica Introduction à la méthode de Léonard de Vinci (1895) e si crea una sorta di eroe intellettuale nel personaggio di Monsieur Teste (1896). Dopo un periodo consacrato alla politica e all’economia, Valéry ritorna alla poesia con La jeune Parque (1917), sintesi mirabile di astrazione e voluttà, a cui seguirà la raccolta Charmes (1922), dove spicca Le cimetière marin. Negli anni ’20 inizia suo malgrado un’intensa attività di saggista e conferenziere, che gli consente di spaziare dalla lingua alla pittura, dalla musica alla letteratura, dalla storia alle scienze (Variété, 1924-1944; Regards sur le monde actuel, 1931; Tel quel, 1941-1943). Autore di dialoghi più o meno socratici (Eupalinos ou l’Architecte, 1923; L’âme et la danse, 1923; L’idée fixe, 1932), e di balletti-melodrammi (Amphion, 1931; Sémiramis, 1934), Valéry ha lasciato diverse opere postume (Mon Faust, suo testamento spirituale) e soprattutto gli inestimabili Cahiers, vero e proprio laboratorio quotidiano del suo pensiero. Eletto accademico di Francia nel 1925, al seggio che fu di Anatole France, dal 1937 Valéry ha occupato la cattedra di poetica al Collège de France.

Massimo Carloni ha pubblicato diversi studi di letteratura e filosofia in volumi collettanei e riviste internazionali. Ha curato: F. Thoma, Per nulla al mondo. Un amore di Cioran, (2010, 2016); E. Cioran, L’agonia dell’Occidente (2014); E. Cioran, Ineffabile nostalgia (2015, con Horia Corneliu Cicortas); S. Boué, Una vita con Cioran (2016); Ch. Asselineau, Ch. Baudelaire. La vita, l’opera, il genio (2016); e, per i tipi di Aragno, A. Rivarol, Annali della Rivoluzione francese (2016) e Baudelaire-Sainte-Beuve, Voi avete preso l’Inferno. Lettere e scritti 1844-1869 (2017).


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