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Le Opere Nino Aragno Editore di ultima pubblicazione
DANTE MACHIAVELLI VICO

Gianfranco Contini

DANTE MACHIAVELLI VICO

Biblioteca Aragno

«Che cos’è, allora, la “scienza nuova” di Vico?»: in una sala gremita di gente, che possiamo solo immaginare o vagheggiare con nostalgia, come un luogo fuori dal tempo, Gianfranco Contini, dei filologi e dei critici il principe, in un corpo a corpo sorprendente con le traiettorie filosofiche che percorrono sotterranee la nostra tradizione letteraria, getta al lettore, di oggi e di domani, un interrogativo affascinante. Le pagine di questa lezione del 1968, dimenticata per molti decenni, si offrono a tutti coloro che hanno affrontato i saggi vertiginosi di un simile Maestro, come per esempio quelli danteschi di Un’idea di Dante, e che credono che la ricchezza dello stile continiano abbia raggiunto apici non più replicabili e risultati in sé conchiusi. Soprattutto se si tratta, almeno in parte, di Dante. La forma del pensiero e della riflessione di Contini trova, invece, qui sviluppi – per quanto non inspiegabili – assolutamente imprevisti. Ma al lettore “impregiudicato”, che non ha ancora letto una riga di Contini, che lo conosce solo di nome e che si appresta, con timore ed entusiasmo (si sa che scrive difficile!), a ripercorrerne i passi, questo testo con il suo stile affabile e persuasivo si propone come inizio ideale. Al principio di una potenziale, personale «corsa all’avventura» nei vagabondaggi della mente, come direbbe lo stesso critico. Si dica, infine, come nota Michele Ciliberto nella sua premessa, che è l’unico vero saggio di Contini, interprete finissimo anche del Rinascimento, su Niccolò Machiavelli.

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FASCISMO NAZISMO CULTURA

Bernard Berenson, Gianfranco Contini

FASCISMO NAZISMO CULTURA
un dibattito del 1946

Biblioteca Aragno

Nella tradizione, anzi nel solco “antico” di Montaigne, che scrive «je ne fais rien sans joi», il grande critico e filologo Gianfranco Contini è un sommo dilettante: sa giocare con tutto, con la filologia, con le varianti d’autore, con la conoscenza che si disperde in mille rivoli. E anche con il più illustre americano ospite, perpetuo, in Italia, Bernard Berenson, lo storico dell’arte conteso dai collezionisti e dalle gran dame di tutto il mondo. Ma questo libro – non si deve fraintendere – non è una burla, anche se l’ironia che Contini vi riversa rende estremamente godibile la lettura, e, di conseguenza, la sequela di nomi e sistemi teorici chiamati in causa.  In sintesi, Berenson riesuma un appello agli italiani, scritto a metà tra la dichiarazione pubblica e la meditazione privata nell’ottobre del 1944, quando si nascondeva dai nazisti che avevano occupato Firenze, e lo pubblica sulla rivista fiorentina – dalla vita corta, ma significativa per qualità degli interventi – «Il Mondo»: è il febbraio del 1946. Occorre abbandonare, mettendola da parte per un po’ di decenni, la filosofia tedesca di Fichte e Hegel e fare incetta di pensatori e memorialisti francesi, inglesi e americani: la religione della libertà contro la teologia dell’autorità propugnata dall’idealismo tedesco. Se il fascismo è nato mentre la fortuna dell’idealismo spadroneggiava in Italia, un motivo ci sarà ben stato, suggerisce il critico d’arte. Quattro numeri dopo, sulla medesima rivista, Contini – il 6 aprile 1946 – risponde… da dilettante, anche lui, come Berenson, della filosofia, forse, ma sicuramente da maestro, come sempre, della prosa e dell’intelligenza critica.

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PREISTORIA DELL'ITALIANO

Giulio Bollati

PREISTORIA DELL'ITALIANO

Biblioteca Aragno

Se è vero che è necessario leggere l’Italiano del 1972, cioè il capolavoro di Giulio Bollati, per riappropriarsi di una coscienza civile perduta, di un tormento etico che riguarda il concetto di Italia come nazione che ha smarrito la bussola e il proprio posto nel mondo in mezzo alle molteplici sfide della modernità industriale, bisogna riprendere in mano anche queste pagine giovanili che tracciano un filo sotterraneo tra l’Ottocento romantico italiano e le colpe degli intellettuali novecenteschi. Nei confronti delle masse tradite e imbrogliate, escluse dalla Storia, mentre viene raccontato loro di esserne finalmente protagoniste. Un’indagine, iniziale, embrionale, dunque, ma coraggiosa. Nel segno di un radicale oppositore dei compromessi più ipocriti e delle mistificazioni nazionalistiche, Leopardi, vero eroe del giovane Bollati (controfigura favorita, alter-ego dell’intera vita). In fondo, Giulio Bollati, noto per il suo carattere diplomatico, per le sue doti di dirigente editoriale accortissimo, si rivela qui oppositore radicale a sua volta di un mondo che spera di modificare, in senso più egualitario e “giusto”. Con furore e sapienza, con visione e coscienza costante del garbuglio del reale e delle menzogne che lo compongono. Dalla "Preistoria della Modernità”, diremmo, fino alle apocalissi quotidiane del suo impero finalmente realizzato.

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AL DI LÀ DELLA CARNE

Elisabetta de Dominis

AL DI LÀ DELLA CARNE

Biblioteca Aragno

Chi erano davvero il mago Merlino e Viviana, la Dama del Lago? E Morgana, Artù, Lancillotto? Cosa ha rappresentato per loro il regno di Camelot? Quali passioni li hanno attraversati? Quanto e come si sono amati? Per la prima volta Vivana e Merlino aprono i loro cuori, confessando in due monologhi come il proprio disuguale amore abbia saputo superare odio, tradimenti, inganni, sofferenze… la distanza eterna tra uomo e donna, sino a continuare ad esistere al di là della carne. E scopriamo che sono ancora vivi perché le loro passioni vivono in noi.

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PRIMI PASSI VERSO L'ECONOMIA

Beppe Ghisolfi

PRIMI PASSI VERSO L'ECONOMIA

Biblioteca Aragno

Giuseppe “Beppe” Ghisolfi è uno dei divulgatori di educazione finanziaria più autorevoli in Italia. Da anni si dedica a rendere l'economia comprensibile e accessibile ai più giovani.

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